Verona
Convento - ministero della riconciliazione - centro zonale OFS - attività assistenziali
Provincia e Diocesi di Verona

I Cappuccini arrivarono a S. Bovo (ospedale della Fratta) nel 1535. Poi passarono a S. Maria Vecchia (1536), quindi a S. Croce (popolarmente "ai Cappuccini vecchi", 1571), dove fece il noviziato S. Lorenzo da Brindisi.
Dopo la soppressione napoleonica del 1810, i Cappuccini ritornarono a Verona nel 1835 e si sistemarono presso la chiesa di S. Marta, vicino a Porta Vescovo. Sfortunatamente il luogo faceva comodo anche alle forze armate austriache - in particolare a Radetzky - e i frati dovettero sloggiare nel 1850.
Allora cominciò per essi una vera odissea e poco mancò che se ne andassero per sempre da Verona. Dapprima si stabilirono in un locale fuori mano, che si trovava un po' più su dei Ss. Sirio e Libera, appena sopra il Teatro Romano.
Nel 1853 adattarono ad abitazione e a chiesa qualche povero locale in via Cantarane, con la speranza di riottenere il primitivo convento di S. Marta. Niente da fare. Decisero di costruire, dove si trovavano, un conventino e una chiesa che dedicarono a S. Francesco (1857- 1863).
Dopo la soppressione sabauda del 1867, accettarono l'offerta di alcuni locali in via Biondella. Già nel gennaio 1868 furono costretti a trasferirsi presso S. Maria in Nazaret, sopra S. Giovanni in Valle, in un luogo acquistato per essi dai marchesi di Canossa. Vi rimasero fino al 1872.
Poiché il luogo era molto scomodo e poco accessibile, presero residenza presso i Ss. Siro e Libera, al Teatro Romano: uno stupendo luogo, dal quale lo sguardo poteva spaziare sul sottostante scenario, seguire il sinuoso corso dell'Adige, contemplare l'incantevole panorama della città e spingersi sulla sconfinata pianura veronese.
Finalmente, nel 1893 si fermarono sulla strada che fuori città porta alla Valpantena, cioè in Via Barana (ancora oggi la gente chiama i Cappuccini "i frati del Barana"), che dal secondo dopoguerra ha mutato il nome in Via Col. Fincato. A Verona, insomma, i Cappuccini occuparono in successione ben nove luoghi!
Accanto al nuovo convento, nel 1898 fu aperto un seminario, che nel 1929 venne ricostruito completamente. Anche la chiesa - dedicata al SS. Redentore (o SS. Crocifisso) e consacrata il 2 luglio 1935 - ormai troppo angusta e inadatta alle attuali necessità, nel 1974 fu modificata e ristrutturata insieme con le sue adiacenze.
Un restauro radicale ha interessato di recente tutto il convento. Nel 1999 è stata aperta, in un terreno adiacente al piazzale, la nuova mensa dei poveri intitolata a "S. Leopoldo Mandic". In un locale attiguo viene allestito un presepio tradizionale di grandi dimensioni.
Con l'anno scolastico 2000-2001, è stato chiuso il Ginnasio interno "S. Francesco d'Assisi". I seminaristi delle Superiori
si trovano ora presso il convento di Thiene (VI). (C)
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