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(Mereto
di Tomba UD, 1908 - 11 marzo 1956)
Terziaria francescana - "La crocifissa di Mereto di Tomba"
Concetta Bertoli nacque a Mereto di Tomba, in diocesi e provincia di Udine, il 14 aprile 1908, da una famiglia povera e ricca di religiosità. A soli 20 mesi perdette la mamma e di lei si occupò la sorella Maria. Frequentate le prime tre classi della scuola elementare, cominciò a lavorare in casa e nei campi.
Era una ragazza buona, di carattere vivace e allegro. Partecipava alla Messa, alle funzioni della domenica e alle attività parrocchiali.
Nel 1923 si iscrisse nell'Azione Cattolica, ma nell'anno successivo la lasciò, non avendo ancora compreso bene il disegno di Dio su di lei.
All' età di 16 anni, mentre si recava in chiesa per la Messa del Natale del 1924, accusò un forte dolore al piede. Nei primi mesi successivi i dolori si diffusero anche alle mani. Dopo inutili tentativi di cura, fu diagnosticato un male incurabile e progressivo: artrite nervosa deformante poliarticolare reumatica.
All' inizio della malattia Concetta fece fatica a rassegnarsi all' immobilità forzata. In seguito, con l' aiuto dei propri parroci imparò ad accettare la grave infermità con cristiana rassegnazione, impegnandosi ad offrire le proprie sofferenze per la Chiesa, per la santificazione dei sacerdoti e per la conversione dei peccatori. Rientrata nell' Azione Cattolica, cominciò a fare apostolato verso quanti andavano a visitarla.
Dal 1935 la sua situazione peggiorò: le mandibole, ermeticamente bloccate, non le consentivano più di ricevere la S. Comunione. Poteva alimentarsi solo con liquidi che passavano tra le fessure dei denti e non era più in grado di muovere la testa, le braccia, le mani, le gambe.
Il 19 luglio1938 partecipò ad un pellegrinaggio a Lourdes organizzato dall' UNITALSI. Non chiese la guarigione ma solo di poter accettare nel migliore dei modi la sua condizione e di ricevere la Comunione. Fu esaudita.
Nel 1941 entrò a far parte dell' Ordine Francescano Secolare, sostenuta dai frati cappuccini di Udine. Così Concetta trovò in Francesco d' Assisi un modello concreto per abbracciare con amore la croce di Gesù.
Nel frattempo anche la vista e l' udito cominciarono progressivamente a diminuire.
Nel Natale 1949 volle festeggiare il venticinquesimo di nozze con la sua malattia: nella sua cameretta fu celebrata la Santa Messa durante la quale Concetta fece la Comunione.
Nel 1951 fu portata, sempre dai fratelli dell' UNITALSI, a Loreto e nonostante fosse ormai completamente cieca, poté descrivere la basilica, la Santa Casa e la immagine della Madonna.
Consumata dai dolori, la sera del 11 marzo 1956 Concetta entrava nella casa del Padre. Aveva vissuto 31 anni di malattia, 26 di completa immobilità e 5 anche di completa cecità.
Il suo funerale fu una festa. I suoi resti mortali riposano nella chiesa parrocchiale.
Il processo di canonizzazione, iniziato il 13 gennaio 1969, si è concluso il 24 aprile 2001 con il riconoscimento delle virtù vissute in modo eroico.
Ora chiediamo la grazia del miracolo affinché questa umile figlia del Friuli venga proposta come modello di fede e dono di sé per tutti i cristiani e segno di consolazione e di conforto per tanti ammalati e provati nella vita.
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PREGHIERA
per ottenere grazie e la glorificazione
della ven. CONCETTA BERTOLI
Santissima Trinità,
Padre, Figlio e
Spirito Santo,
sempre ammirabile
nei tuoi Santi,
che li esalti in cielo,
ascolta la preghiera
che ti innalziamo
perché la tua
serva fedele
Concetta Bertoli,
che accettò la lunga
e dolorosa infermità
con pazienza,
serenità e gioia,
offrendosi vittima
per i sacerdoti,
i missionari
e i peccatori,
sia glorificata qui in terra,
come la riteniamo glorificata
già in cielo;
e per sua intercessione
concedici la grazia …
che umilmente imploriamo.
-- Gloria al Padre
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Capì il dolore. L'accettò in pieno. Ne chiese dell'altro.
L'offrì in riparazione. Si autodefinì: "Io sono missionaria del
dolore"… Il suo esempio aiuterà a credere in Cristo che resta sempre
sulla croce e a seguirlo portando la propria...".
† ALFREDO BATTISTI
Arcivescovo emerito di Udine
"Concetta, vissuta alla scuola del dolore, è riuscita a penetrare in questo
mistero, a capirlo nella sua vita, a trasformarlo da male difficile da accettare, ad altare su cui ricuperare la gioia di un'offerta tanto grande quanto generosa … Una vita vissuta alla scuola del Cristo Crocifisso".
† PIETRO BROLLO
Arcivescovo di Udine
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