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7
dicembre 1947:
partono i primi missionari cappuccini. Sono i padri Graziano da
Leguzzano, Zefirino da Cassacco, Camillo da Terrassa Padovana,
Apollinare da Solesino, Ilarino da Cassacco, Ginepro da Valdiporro e i
fratelli Giuseppe da Roana e Giovanni Battista da Alba, terziario. La
loro prima tappa è il Portogallo. Sbarcano a Luanda, capitale dell’Angola
(che allora si chiamava Congo Portoghese), il 13 marzo e 7 maggio
1948. Prime destinazioni sono Luanda, Damba e Camabatela.
1961: iniziano violenti
moti di liberazione dal dominio coloniale portoghese. La
guerriglia armata viene condotta da diversi movimenti
nazionalistici che agiscono in reciproca autonomia. Viene abolito il
lavoro forzato dopo rivolte nelle piantagioni di caffè.
15 marzo 1961: a
Pangala viene ucciso p. Lazzaro Graziani da Sarcedo.
21 aprile 1961: a
Damba viene ucciso p. Piergiovanni da Trieste.
15
gennaio 1975: i movimenti indipendentisti angolani Fnla, Mpla e
Unita firmano in Portogallo l'accordo di Alvor, che prevede un governo
di transizione. Il progetto naufraga già il 29 agosto dello stesso
anno.
11 novembre 1975:
mentre le ultime forze portoghesi si ritirano da Luanda, infuriano i
combattimenti tra i due principali movimenti di liberazione, che avevano
condotto la guerra di liberazione anti-coloniale con obiettivi
contrastanti: tra l’Unita (unione nazionale per la liberazione totale
dell’Angola), appoggiata da Sudafrica e Stati Uniti, e l’Mpla
(movimento popolare per la liberazione dell’Angola), guidato da A.
Neto con aiuto di Cuba e Urss. S’impone l’Mpla che proclama
unilateralmente l' indipendenza
e la Repubblica Popolare (imponendo però una sorta di dittatura).
Scoppia la I guerra civile angolana.
1976:
l'Mpla schiaccia i guerriglieri dell'Fnla di Holden Roberto e si
concentra contro l'Unita, che ha fatto di Huambo la propria capitale.
1979:
muore a Mosca il leader dell'Mpla Agostiho Neto (primo presidente
dell'Angola indipendente). Gli succede come presidente José Eduardo
Dos Santos, ingegnere petrolifero e Ministro della Pianificazione.
2 gennaio 1981: a
Makokola viene ucciso p. Piergiorgio Cavedon.
4 agosto 1983: P.
Pierluigi Scarpa viene eletto vescovo ausiliare di
Luanda. Consacrato il 16 ottobre.
1984: P. Afonso
Nteka viene nominato vescovo di Mbanza Congo e,
contemporaneamente, viene eretta ufficialmente la diocesi
omonima (peraltro mai soppressa esistendo fin dal 1596!)
P. Afonso viene consacrato a Roma il 6 gennaio 1985.
27 maggio 1985:
tra Camabatela e Samba Cajù, viene ucciso in un’imboscata p. Giuseppe Moretto.
1987:
forze sudafricane entrano nell'Angola meridionale per fornire appoggio
militare all'Unita di Jonas Savimbi.
3 aprile 1988:
il ministro generale dell’Ordine, p. Flavio Roberto Carraro, firma il
decreto che costituisce la
Viceprovincia di Angola: un riconoscimento che conferisce maggiore
autonomia e che incoraggia l’inculturazione.
agosto 1988:
accordo tra Angola, Cuba e Sudafrica per il cessate il fuoco e seguente
ritiro dell’esercito sudafricano dall’Angola. Anche i 50.000 soldati
cubani che appoggiano l'Mpla dovranno ritirarsi entro il 1991.
21 giugno 1989:
nei pressi di Kikolungo, viene ucciso p.
Amedeo Giuliati.
22
giugno 1989: nel corso di un vertice a Gbadolite (ex-Zaire), Dos
Santos e Savimbi accettano un cessate-il-fuoco, che però finisce in
agosto.
11 aprile 1990:
P. Serafim Shyngo ya Hombo viene nominato vescovo
ausiliare di Luanda.
aprile
1991: l'Mpla lascia il Marxismo-Leninismo in favore di una linea
politica social-democratica.
1
maggio 1991: a Bicesse (presso Estoril, Portogallo), Mpla e Unita
concludono un dialogo che prevede l'applicazione di un
cessate-il-fuoco ed elezioni per il secondo semestre dell'anno
seguente.
31 maggio 1991:
a Lisbona (Portogallo) si firma un accordo tra Mpla del presidente Dos Santos e Unita di
Jonas Savimbi per porre fine a 16 anni di guerra civile. La Costituzione
accoglie il multi-partitismo.
10 agosto 1991, a
bordo di un elicottero che precipita incendiandosi, perde
la vita mons. Afonso Nteka, primo vescovo cappuccino
angolano.
4-10 giugno
1992: papa Giovanni Paolo II visita l’Angola.
settembre 1992: L’Unita
contesta le elezioni del 29.09.1992 (le prime multipartitiche) che
avevano sancito la vittoria del presidente Dos Santos (Dos Santos 49,6 %
- Savimbi 40,1 %). Riesplode la violenza: è la II guerra civile.
Tra ottobre e novembre del 1992 a Luanda vengono uccise oltre 300
persone, tra cui il vice-presidente dell'Unita, Jeremias Chitunda.
1993:
le Nazioni Unite impongono sanzioni all'Unita, mentre il governo Usa
riconosce l'Mpla.
20 novembre 1994:
a
Lusaka (Zambia) vengono sottoscritti nuovi accordi che l’Onu,
attraverso una nuova missione di osservazione, con difficoltà cerca di
far attuare.
1995:
incontro tra il presidente Dos Santos e J. Savimbi: nuovi impegni per la
pace. Intanto arrivano 7000 "peacekeepers" dell'Onu.
gennaio 1996: a
Lubango, capoluogo della Provincia meridionale di Huila,
viene inaugurata la nuova sede del noviziato dei Cappuccini.
1 aprile 1996: a Huambo, in un tragico incidente stradale
perde la vita p. Carlantonio
Pastorella. Alle sue esequie, l'arcivescovo dice: "Tutta Huambo
è qui a rendere omaggio a questo sacerdote, grande operatore di pace
e di riconciliazione. Egli amò tutti".
11 aprile 1997:
si costituisce un
Governo di Unità e Riconciliazione Nazionale (GURN) da cui fa parte
anche l’Unita. Tuttavia Savimbi rifiuta la Vice-presidenza e non si
presenta alla cerimonia inaugurale del governo. Vaste aree del
territorio (in particolare le regioni diamantifere) rimangono di fatto
sotto il controllo dell’Unita. La guerra ha già causato mezzo milione
di morti, migliaia di profughi e di mutilati (oltre 10 milioni di mine
giacciono inesplose).
11
marzo 1998: l'Unita è ufficialmente riconosciuta come partito
politico. Tuttavia il suo leader, J. Savimbi, è lontano. Il 2
settembre una fazione dell'Unita rompe con Savimbi e entra nel
parlamento come Unita-Renovada.
14 febbraio 1998:
P. Anastacio Kahango è nominato vescovo ausiliare di
Luanda.
13 giugno 1998:
nei pressi di Samba Cajù viene ferito da colpi di arma
da fuoco p. Giovanni Perizzolo. Viene trasferito
in Italia per le prime cure e per la successiva
riabilitazione.
29
giugno 1998: l'inviato speciale Onu in Angola, Alioune Blondin
Beye, muore in seguito a un "misterioso" incidente aereo in
Costa d'Avorio. E' un terribile colpo al processo di pace angolano.
Secondo alcuni, i successi che stava ottenendo Blondin Beye davano
fastidio a qualcuno.
agosto 1998: il
Consiglio di Sicurezza dell’Onu impone pesanti sanzioni all’Unita
chiedendo la sua completa smilitarizzazione e la consegna dei territori
controllati alle autorità statali legittime. L’esito negativo delle
richieste contribuisce a riaccendere le ostilità. L’Angola viene a
trovarsi di fatto di fronte a una nuova guerra civile, benché mai
dichiarata ufficialmente (III guerra civile). L’Onu
proroga ancora la permanenza della sua missione di osservazione (MONUA),
nella speranza di ricondurre i contendenti al rispetto dell’accordo-quadro
di Lusaka (1994) e al dialogo democratico.
7 settembre 1998: dopo nuovi
scontri armati nelle province di Bié e Lunda Norte (al centro e a Est
del Paese), tutti i rappresentanti dell'Unita vengono espulsi dal
parlamento e dal governo.
9 settembre 1998:
un convoglio di quattro camion viene assaltato da guerriglieri dell’Unita,
a circa 150 chilometri da Luanda, sulla strada che porta a Uije. Nell’imboscata
cadono sotto le raffiche di mitra una decina di civili, tra i quali:
Abraão, un giovane seminarista cappuccino; il camionista del primo
veicolo (della missione dei Cappuccini di Luanda), una donna che insieme
al suo bambino aveva chiesto un passaggio sullo stesso camion. Un altro
seminarista, João Artur, è rimasto ferito e per due giorni, con una
pallottola nel braccio, è stato costretto ad aiutare i guerriglieri nel
saccheggio dei vari veicoli.
tra
fine del 1998 e inizio del 1999 vengono abbattuti due
aerei usati dall’ONU. Aumentano - di frequenza e di intensità - gli
scontri in quasi tutte la province del paese tra le truppe governative e
i ribelli dell’Unita (unione nazionale per la liberazione totale dell’Angola):
è di nuovo guerra civile. L'Unita, con alla testa Jonas Savimbi,
combatte il governo dell'Mpla, guidato da Eduardo Dos Santos, da 25
anni, dal primo giorno cioè dell'indipendenza dal Portogallo. Negli
anni della guerra fredda, l'Unita aveva l'appoggio degli Stati Uniti e
del Sudafrica, dato che il governo, marxista, era sostenuto dall'Urss e
da Cuba. Ora, senza più interferenze, la guerra continua.
febbraio 1999: la situazione
precipita. Il 19 febbraio la Corte Suprema angolana incrimina Jonas
Savimbi, leader dell'Unita, per crimini di guerra. Il 26 febbraio il Consiglio
di Sicurezza dell'Onu ritira la missione incaricata di verificare il
rispetto degli accordi di Lusaka del 1994.
20 marzo 1999:
p.
Mariano Demeneghi rimane gravemente ferito dopoché il suo
fuoristrada è saltato su una mina anticarro, a pochi chilometri dalla
missione di Cangola. Rischia di perdere la vita, a causa dell’emorragia,
e un piede, a causa delle ferite riportate. Nessuna autorità, né
civile né militare, mette a disposizione un elicottero per l’evacuazione:
nel luogo del tragico incidente sono in atto operazioni belliche. Per
salvare la vita al missionario una quarantina di persone decidono di
trasportarlo in barella coprendo settanta chilometri, a piedi, fino a
una località più sicura e vicina a un ospedale. Il successivo
trasferimento in Italia sventa il pericolo di una probabile amputazione.
20
ottobre 1999: le forze armate governative (Faa) riescono a
conquistare le città di Andulo e Bailundo, storici bastioni dell'Unita.
marzo 2000: il Consiglio di
Sicurezza dell'Onu decreta nuove sanzioni economiche contro l'Unita.
luglio 2000:
si celebra un "Congresso per la pace" su iniziativa della Chiesa cattolica. Nasce il Coiepa (Comitato inter-ecclesiale per la pace).
marzo
2001: J. Savimbi rompe un silenzio che durava da oltre un anno: in
un'intervista alla "Voice of America" afferma di essere
pronto per riprendere il processo di pace.
primavera
2001: L'Unita attacca in molteplici località. La guerriglia si ramifica nelle zone di foresta e diamantifere, mentre il governo mantiene a fatica il controllo delle città.
22
febbraio 2002: forze governative intercettano e uccidono il leader
dell'Unita Jonas Savimbi (67 anni). Si trovava insieme a centinaia di
guerriglieri nelle foreste della Provincia di Moxito (Angola
centro-orientale).
Pochi giorni dopo si diffonde la notizia della morte anche del vice di
Savimbi, Antonio Dembo.
4
aprile 2002: Memorandum di Luena . Le truppe governative e i ribelli dell'Unita
firmano un formale cessate-il-fuoco. L'accordo, raggiunto dopo una
settimana di negoziati tenuti a Luena (Moxito, Angola centro
orientale), è stato sottoscritto dal comandante in capo dell'esercito
(Faa), gen. Armando da Cruz Neto, e per l'Unita dal gen. Abreu Muengo Ucuatchitembo detto
"Kamorteiro". Nella sede dell'Assemblea nazionale, erano
presenti anche il presidente angolano Dos Santos, il rappresentante speciale
dell'Onu in Angola Mussagy Jeichande, gli ambasciatori della "troika" di
osservatori (Portogallo, Russia e Stati Uniti) e il leader "ad
interim" dell'Unita Paulo Lukamba detto "Gato".
Paulo Lukamba "Gato", nato nel
1954 a Huambo, nell'Unita dal 1975, è stato coordinatore della
rappresentanza Unita in Europa (a Parigi). Nella seconda metà degli anni 90, è
stato coordinatore generale nelle zone occupate dall'Unita e, ultimamente,
portavoce e braccio destro di Jonas Savimbi.
- La guerra civile è costata oltre 800.000 morti, 100.000
mutilati e quasi 4 milioni di profughi.
- Mentre il traffico di petrolio e diamanti, in cambio di armi,
alimenta la guerra, l'Angola è uno dei Paesi che nel mondo ha il più basso livello di
produzione. Un'agricoltura di sussistenza
garantirebbe la sopravvivenza all'85% della popolazione, ma solo il 3% delle terre arabili è attualmente coltivato,
a causa delle mine e dello spostamento dei profughi.
2
agosto 2002: l'ala militare dei guerriglieri dell'Unita (FALA) è
ufficialmente disciolta. L'Unita rinuncia così definitivamente alla
lotta armata. Parte degli 85.000 uomini dell'ala militare disciolta
passeranno sotto il controllo dell'esercito regolare.
5
dicembre 2002: Ferdinando da Piedade Dias dos Santos (detto
"Nando") è il nuovo primo ministro del governo angolano. Lo ha nominato il presidente dell'Angola. Era dal 1999 che la poltrona del premier era vuota.
6 dicembre 2002: Il partito di governo, Movimento Popolare per la Liberazione dell'Angola (Mpla), e l'ex movimento ribelle Unita (Unione nazionale per l'indipendenza totale dell'Angola), sono riusciti a trovare un accordo sulla nuova Costituzione.
Il progetto di Carta nazionale è stato firmato dai segretari generali dei due partiti, Manuel João Lourenco per il Mpla, e Paulo Lukamba, detto 'Gato', per l'Unita. La revisione della Costituzione era stata indicata da più parti come necessaria per facilitare il ritorno alla normale vita politica e alla pace nel Paese. Dalla bozza sottoscritta dalle parti, emerge che il capo di Stato manterrà molte delle importanti funzioni che ricopre attualmente, in particolare sarà in grado di nominare e destituire il primo ministro. L'accordo prevede inoltre che il Parlamento sia composto da una sola camera e che i governatori delle 17 province siano designati dal presidente angolano in carica, che dovrà scegliere il nominativo dalle fila del partito vincitore nelle elezioni locali. Il parlamento di Luanda è composto da 223 seggi. Attualmente 132 di questi sono in mano allo Mpla, 70 all'Unita e i restanti 21 agli altri partiti presenti.
febbraio
2003: Chiude le sue attività la missione Onu incaricata di
sorvegliare il processo di pace.
giugno 2003: L'UNITA - che ora comprende tutte le correnti,
riunite in un unico partito politico - elegge il suo nuovo leader: Isaias
Samakuva.
agosto 2003: L'Organizzazione Mondiale della Santità (OMS/WHO)
lancia un grido d'allarme: "L'Angola deve agire subito per
impedire il dilagare dell'AIDS". Terminata la guerra, migliaia di
profughi angolani stanno rientrando dalla Repubblica Democratica del
Congo e dallo Zambia, dove per anni avevano trovato rifugio. Molti di
loro sono portatori dell'AIDS. Test condotti a Luanda da personale Onu
su donne in gravidanza avevano rivelato che l'8,6% era portatore del
virus nel 1991 (nel 1993 era il 3,4% nel 1991 solo l'1,1%).
dicembre 2003: UNITA e MPLA tengono i loro congressi di
partito: sono i primi del dopoguerra.
aprile 2004: decine di migliaia di minatori stranieri illegali
cominciano ad essere espulsi dalle zone diamantifere: è una delle
severe misure messe in atto per stroncare le attività illegali di
estrazione e traffico di diamanti. A fine 2004, il governo sostiene di
avere espulso 300.000 trafficanti e minatori illegali.
settembre 2004: La produzione petrolifera raggiunge un milione di
barili al giorno (e dovrebbe salire a 2 milioni nel 2008). In questo
settore, l'Angola è seconda solo alla Nigeria nel continente
africano.
febbraio 2005: a Cabinda migliaia di persone protestano per
chiedere l'autonomia: è la prima manifestazione di dissenso
autorizzata. In questa provincia, ricca di giacimenti petroliferi, le
forze armate continuano a lottare contro il movimento separatista Flec
(che non accetta gli Accordi di Alvor, del 1974, che includono
l'enclave di Cabinda nel territorio nazionale angolano).
marzo 2005: centinaia di morti nel nord dell'Angola a causa di
una febbre emorragica provocata dal virus di Marburg, della stessa
famiglia del virus Ebola. La malattia - inizialmente sottovalutata -
colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni. La dottoressa Maria
Bonino, che da 11 anni lavorava in Africa come volontaria della ong
Medici con l'Africa-CUAMM (con sede a Padova), è stata stroncata dal
virus di Marburg. La pediatra italiana, originaria di Biella ma
residente ad Aosta, negli ultimi due anni era impegnata ad assistere
i bambini ricoverati presso l'ospedale provinciale di Uige. La
pediatra aveva contratto la malattia sabato 19 marzo, ma le sue
condizioni si sono improvvisamente aggravate nella notte di
mercoledì 23.
2006: il Presidente José E. dos Santos (in carica dal 1992)
affermava che sarebbe stato l'anno delle elezioni generali. Tuttavia, il quadro istituzionale non
è cambiato e per le elezioni (le ultime risalgono al 1992) bisognerà
attendere ancora: forse il 2008. Per il momento l'Mpla, il partito al governo (che
controlla il 59% dei seggi all'assemblea nazionale), non ha partiti concorrenti.
2007: il 28 giugno fr.
Giorgio Zulianello, di anni 63, muore
in un incidente aereo a Mbanza Congo (nord dell'Angola). "Una
delle sue principali ragioni di vita erano i bambini. Quei
meninos feiticeiros che, scacciati dai loro villaggi in omaggio
ad oscure tradizioni ancestrali che li segnavano come portatori di
sfortuna e in preda agli spiriti maligni, erano costretti a vagare
soli, atterriti e senza una meta. Padre Giorgio andava a prenderseli
nella sterpaglia angolana e li accoglieva in casa sua. Felice di
poter ridare loro una speranza. Di veder realizzata quella
solidarietà che anni prima lo aveva spinto a cercare, a migliaia di
chilometri dalla sua terra di origine, lo spirito più autentico e
profondo del Vangelo. La morte di padre Giorgio Zulianello, avvenuta
ieri nel disastro aereo che ha visto un Boeing 737 delle linee
angolane Taag schiantarsi a Mbanza Congo, è una perdita immensa per
l'Angola e i suoi figli. Per tutte quelle persone che in
trentacinque interrotti anni di missione, padre Giorgio aveva
contribuito a salvare. Anche solo con una parola, uno sguardo, una
carezza. Era una persona entusiasta, piena di ottimismo, padre
Giorgio, missionario veneto dell'Ordine dei frati minori
cappuccini..." (Avvenire, 29.06.2007)
settembre 2007: Il censimento degli elettori, un
processo iniziato formalmente il 15 novembre 2006, è stato ultimato
domenica 16 settembre, con tre mesi di ritardo. La difficoltà
maggiore, secondo le istituzioni, è stato raggiungere i milioni di
cittadini che vivono nelle zone rurali, a causa delle difficili
condizioni delle strade, rese peraltro impraticabili durante la
stagione della pioggia. In ogni caso, 7 milioni e mezzo di angolani
si sono iscritti nelle liste per le elezioni generali.
2008: Si terranno il 5 e 6 settembre 2008, le elezioni
legislative, saranno le prime prima dalla fine della guerra
civile e dall’indipendenza del paese nel 1975. Saranno quindi
elezioni molto importanti: potranno dare all’Angola una democrazia
multi-partitica, anche in considerazione dell’enormi ricchezze del
paese (tra i primi esportatori di petrolio in Africa), e dei 27 anni
di guerra civile, terminata nel 2002. I Vescovi angolani in una
Lettera Pastorale per le elezioni legislative, scrivono:
"Un’autentica democrazia è frutto di una convinta accettazione dei
valori che ispirano le procedure democratiche: la dignità della
persona umana, il rispetto dei diritti dell’uomo, la cura del bene
comune, come fine e criterio regolatore della vita politica". I
Vescovi sottolineano la necessità di una forte trasparenza delle
forze politiche per permettere ai votanti di esercitare il loro
diritto di voto: "per votare in modo cosciente e responsabile, i
cittadini elettori hanno il diritto di conoscere le persone e
soprattutto i programmi di governo dei partiti che si candidano alle
elezioni". Da qui deriva, secondo i presuli, la necessità di una
"informazione sufficiente e pluralista". "La Chiesa non sceglie
nessun partito politico, ma richiama l’attenzione perché tutta la
politica sia condotta per il bene di tutti, soprattutto dei più
svantaggiati. Per questo, nessuno può usare la Chiesa per sostenere
la tesi di un partito politico: la Chiesa è sopra le parti. I
Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i catechisti capo
delle comunità, non devono schierarsi nella competizione elettorale,
mostrandosi a favore di questo o quel partito, ma si devono
impegnare per formare dei cristiani laici, capaci di autentico
discernimento dell’attività politica e per incoraggiare le realtà
politiche moralmente credibili e attente alla ricostruzione del
Paese". |
|
Superficie:
1.246.700 kmq
Popolazione: 16,4 milioni: 46,6% sotto i 15 anni; 54% vive in
aree urbane (2006, dati ONU)
Capitale:
Luanda - abitanti: 4 milioni circa
Lingue ufficiali: Portoghese (ufficiale), Bantu (Umbundu,
Kimbundu, Kikongo, Nganguela, Chokwe).
Religione: religioni tradizionali 47%, cattolica romana 38%,
protestante 15% (1998)
Unità monetaria: Kwanza - 80,3 kwanza per 1 $ USA nel
2007 (74,6 nel 2003, 22 nel 2001, 10 nel 2000)
Mortalità infantile: 154 su 1.000 (dati Unicef 2007)
Mortalità sotto i 5 anni: 260 su 1.000 (dati Unicef 2007)
Tasso di fertilità: 6,42 nati per donna (stime 2005)
Diffusione dell'AIDS: 3,7 % della popolazione adulta (dati Onu
2006)
Speranza di vita alla nascita: 40 anni circa: 42,5 donne, 39,6
uomini (dati Onu 2006)
Tasso di alfabetizzazione: 67,4% della popolazione: maschi 82,9% - femmine
54,2% (dati Onu 2006)
Popolazione con accesso ad acqua potabile: 53% (dati ONU 2006)
P.I.L. (Prodotto Interno Lordo):
28 miliardi $ Usa (dati
World Bank 2006) (52% proveniente dal petrolio)
P.N.L. (Prodotto Nazionale Lordo) per abitante: 1350
$ Usa (Atlas method, dati World Bank
2006)
Popolazione sotto la linea di povertà: 70 % (stime 2003)
Import (partner comm.): Corea del Sud 28,3%, Portogallo
13,1%, Usa 9,3%, Sudafrica 7,4%, Brasile 5,6%, Giappone 4,8%, Francia
4,4% (2004)
Export (partner comm.): USA 38%, Cina 35,9%, Taiwan
6,8%, Francia 6,5% (2004)
Debito estero: 10,45 miliardi $ Usa (stime 2004)
Inflazione: 32,7% (dati World Bank 2006)
Tasso di corruzione (1= Paesi meno corrotti - 145= max
corruzione): 142 (dati Trasparency Intern. 2006)
Spese militari: 4,2% del P.I.L. (dati Onu 2006)
Spese per istruzione: 2,8% del P.I.L. (dati Onu 2005)
Spese per sanità: 2,1% del P.I.L. (dati Onu 2005)
Notizie
sull'Angola: O
Apostolado (Angola), AngoNoticias (Portogallo), Agenzia Angop (Angola).
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Grecia
Dal 1989 alcuni Cappuccini della
Provincia Veneta collaborano con i Cappuccini greci.
Attualmente sono in 14: 8 veneti, 5 greci e 1
maltese. A questi si aggiungono due vescovi greci, a Syros e a Corfù). Le loro case sono ad Atene
(dove è loro affidata anche la "parrocchia degli
italiani"), Canea e Iraklion (Creta), Corfù.
Tra le varie attività, prevale la pastorale
parrocchiale. Nell'isola di Creta i frati lavorano anche
nella pastorale del turismo. Particolare attenzione viene
data alla promozione di iniziative ecumeniche (in Grecia l'appartenenza religiosa è così suddivisa:
greco-ortodossi 94 %, musulmani 1,3 %, protestanti 0,6 %,
cattolici 0,5).
Per ulteriori informazioni, si può scrivere alla
sede della Delegazione provinciale ad Atene.
Scarica il Dossier
di 10 pp. (a cura del Portavoce di San Leopoldo Mandic
7/2006) sulla presenza e la storia dei Cappuccini in Grecia, sulla loro
attività pastorale e la promozione dell'ecumenismo... 
Brasile
(stati di Paranà e Santa Catarina)
Nel 1919 la Provincia Veneta dei
Cappuccini accolse l'invito di inviare missionari nello
stato brasiliano del Paranà (Brasile meridionale). Il 9
novembre 1968, il "Commissariato Provinciale"
del Paraná-Santa Catarina venne eretto in Provincia.
Oggi i Cappuccini di questa Provincia sono circa 160; tra
di loro vi operano ancora 2 frati veneto-friulani.
Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito Internet
dei frati brasiliani o scrivere alla loro
Curia provinciale di Curitiba.
Gerusalemme
Nel 1988 venne affidata ai
Cappuccini veneti la "Casa dellOrdine"
(cappuccino), una piccola casa posta nella zona moderna
di Gerusalemme.
L'attività principale è l'accompagnamento dei
pellegrini in Terrasanta, ma è apprezzata anche
l'assistenza spirituale svolta a beneficio di vari
cittadini italiani che, per qualche tempo, si trovano a
vivere a Gerusalemme o città vicine. In questo momento,
risiedono stabilmente a Gerusalemme 2 Cappuccini
della Provincia Veneta e 1 cappuccino della
Provincia Lombarda.
Per una panoramica sulla presenza cappuccina in questa
città, consigliamo di passare al sito Internet specifico oppure di comunicare tramite
e-mail.
Scarica l'interessante intervista
a p. Pasquale Rota in due parti: "Cristiani nella terra di
Gesù" e "Terra Santa sofferenze e speranze" (apparsa su La
Madonna di Castelmonte 5/2006 - 6/2006).
Capo
Verde
Dal novembre del 1978, la
Provincia Veneta collabora con i Cappuccini piemontesi.
Il campo d'azione è il servizio pastorale e la
promozione umana svolti tra la popolazione delle isole di
Capo Verde. In passato, il numero dei missionari veneti a
Capo Verde arrivò a 5. Oggi, vi opera un 1 frate
della Provincia Veneta. Si trova a Mosteiros, nell'isola
di Fogo.
Altre informazione sono disponibili contattando
direttamente la sede
cappuccina capoverdiana.
Nell'aprile del 2001 è giuridicamente
nata la Delegazione provinciale di Ungheria.
I primi cappuccini entrarono in Ungheria nel 1585 come cappellani dell'esercito che combatteva contro i Turchi. Una presenza cappuccina più consistente si ebbe a partire dal 1640: il primo gruppo era guidato da fr. Casimiro del
Tirolo.
Già nell'anno 1600 san Lorenzo da Brindisi (cappuccino veneto) aveva eretto il Commissariato Austro-Boemo-Stiriaco, che in seguito diede luogo a due Province: Boema e Austriaca. Intanto in Ungheria era cominciata la vita cappuccina locale ed erano stati fondati quattro
conventi. Nel 1670 vennero affidati alla Provincia Austriaca, che prese allora il nome di Provincia Austro-Ungarica.
Nel 1950 il regime comunista soppresse la vita religiosa in Ungheria. Nel 1956 poi la nazione magiara visse giorni eroici e tremendi, prima con l'insurrezione popolare, poi con la repressione da parte dell'Armata Rossa. I Cappuccini furono ulteriormente dispersi, non pochi dovettero fuggire
all'estero. Si determinò una crisi da cui la Provincia religiosa con fatica poteva riprendersi, anche se nel 1989 ci fu la revoca del decreto di soppressione della vita religiosa e il 9-11 settembre 1991 si poté celebrare di nuovo un Capitolo provinciale regolare.
Date le attuali difficoltà e per dare impulso alla vita fraterna, i superiori
hanno convenuto di affidare la circoscrizione di Ungheria alla Provincia Veneta dei
Cappuccini.
Oggi sono presenti 11 frati (6 ungheresi e 5 italiani) in 2 conventi:
Budapest e Mor (il santuario mariano di Mariabesnyo e la casa di
Tata sono temporaneamente affidati alla
diocesi).
Ecco l'indirizzo
e-mail
della Delegazione.
Scarica il Dossier di 22 pp.
(a cura del Portavoce di San Leopoldo Mandic 1/2007) sulla
presenza e la storia dei francescani e dei Cappuccini in Ungheria, sulle
relazioni tra Veneto e Ungheria, sulla vita della Chiesa, sull'attuale
situazione socio-politica del paese magiaro...
BLOG della
Comunità cattolica italiana in Ungheria.
VIDEO-interventi di p. Sergio Tellan, cappuccino, assistente
spirituale della comunità cattolica italiana.
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