scritti francescani

La "Leggenda maggiore" di San Bonaventura

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Bonaventura nasce a Bagnoregio (Viterbo, Lazio) nel 1217 o 1218, e da fanciullo è guarito da san Francesco (I, prologo 3). Ancor giovane entra nell'Ordine ed inizia lo studio presso la scuola teologica nel 1243; dopo cinque anni consegue il titolo di baccelliere e viene fatto assistente del maestro Guglielmo di Melitona. Nel 1252 ottiene la licenza e nel 1257 il magistero. Nel 1265 rifiuta l'elezione ad arcivescovo di York; ma nel 1273 non può esimersi dall'accettare l'elezione a cardinale e vescovo di Albano. Da allora segue il papa Gregorio X e resta con lui a Lione, alla presidenza dei lavori preparatori al Concilio ecumenico, che si svolge dal 7 maggio al 17 luglio 1274. Alla vigilia della conclusione del concilio, la mattina del 15 luglio, muore a 57 anni.
Eletto ministro generale nel 1257, si impegna a conoscere bene lo spirito del fondatore e nel 1259 scrive l' "Itinerario della mente in Dio", una sintesi della spiritualità francescana. Forse a motivo di questo approfondimento, nel capitolo generale tenutosi a Narbona nel 1260 riceve l'incarico di preparare una biografia ufficiale di san Francesco. Per fare questo nel modo migliore, raccoglie la documentazione necessaria interrogando i compagni superstiti e visitando i luoghi sacri alla sua memoria.
Nonostante gli incontri con alcuni compagni, l'apporto documentario inedito è veramente accidentale, quasi trascurabile. Pur aderendo strettamente, quanto ai fatti, alle biografie di Tommaso da Celano - tanto che si può dire che è un vero e proprio compendio della trilogia celaniana - la sua interpretazione segue il filo conduttore della "conformità a Cristo". Ricorda, senza preoccupazioni cronologiche, le virtù che hanno contraddistinto la vita del santo, come l'umiltà, la carità, la pazienza, lo spirito di orazione; espone anche i miracoli ed ammira lo stato di innocenza in virtù del quale Francesco domina ed attira a sé ogni creatura. Si può quindi dire che san Bonaventura teologizza la vita di san Francesco e scrive un vero trattato sulla santità.
Presentata al capitolo generale del 1263, a Pisa, la "Leggenda" (come si chiamavano tutte le narrazioni agiografiche di epoca medievale) incontra il plauso incondizionato di tutti ed il successivo capitolo generale, tenutosi a Parigi nel 1266, ordina addirittura di distruggere tutte le precedenti biografie di Francesco, affinché non vi possano essere confusioni nell'interpretazione della sua volontà.

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