scritti francescani

Scritti e fonti biografiche di Chiara d'Assisi

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La vita di S. Chiara ed i suoi scritti sono molto importanti per la conoscenza di san Francesco e del suo Ordine, perché, avendo seguito da vicino il Poverello nella nuova vita e nelle vicende degli inizi della sua istituzione, ne ha assimilato profondamente lo spirito. La sua testimonianza è quindi degna della più alta considerazione, alla pari di quella dei primi compagni del santo; per di più lei è al di fuori di ogni polemica, che possa velarne la veracità. Vive la stessa esperienza di fede di Francesco, non però in una dimensione parallela, ma complementare; quanto del santo ha in sé e quanto di francescano comunica ai suoi scritti, è stato da lei recepito attraverso incontri con Francesco, concretatisi anche in ammaestramenti scritti, purtroppo smarriti, tranne due frammenti.

Gli scritti di Chiara sono: la regola, quattro lettere e il testamento. 
La "Regola" ebbe l'approvazione del papa ad Assisi solo due giorni prima della morte della santa e fu consegnata a Chiara alla vigilia del suo transito; lei ebbe appena il tempo per baciarla, ma morì lieta per avere finalmente ottenuto quanto da decenni desiderava. Si può considerare ultimata nel 1224, ed è la regola del primo Ordine adattata alla vita delle clarisse. 
Le quattro "Lettere alla beata Agnese di Praga", sono la rivelazione dell'amore di Chiara per Cristo ed è difficile trovare pagine di scrittori mistici che con tanta semplicità e profondità comunichino la loro esperienza. 
Il "Testamento" si rivela come uno degli scritti più aderenti al cuore ed all'anima di santa Chiara, ed è ricco di memorie autobiografiche.
Per conoscere la vita e l'esperienza di Chiara ha enorme importanza anche il "Processo di canonizzazione" ritrovato nel 1920; riporta infatti la testimonianza delle sorelle di Chiara, che, con grande vivezza, rispondono alle numerose domande dei giudici.
Un'altra opera fondamentale per la conoscenza di Chiara è la "Leggenda di santa Chiara vergine", giunta a noi anonima. Redatta da un frate minore per incarico di papa Alessandro IV, è ultimata probabilmente nel 1256 e quindi subito dopo la canonizzazione della santa, avvenuta nell'agosto del 1255. Non è stata ancora curata un'edizione critica e quindi è più difficile stabilire chi possa esserne l'autore.
Molti sostengono che sia Tommaso da Celano, ma alcuni l'attribuiscono ad un certo frate Marco cappellano del monastero di San Damiano.

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