scritti francescani

Laudi (di Jacopone da Todi)

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Nella stupenda lauda di Jacopone da Todi: "O Francesco povero, / patriarca novello", la biografia del Santo è tracciata esemplarmente attraverso le sette apparizioni di croci "como trovamo scripte, / per ordene contate" nella LEGGENDA MAGGIORE di Bonaventura di cui traduce anzi un paragrafo (cf. Leg. mag. XIII, 10).
La missione francescana trova invece accenti escatologici nella lauda: "O Francesco, da Deo amato, / Cristo en te s'ène mustrato", nella quale il Santo, in poetica ma drammatica tenzone con il Maligno, ripristina la vittoria di Cristo sul "Nimico engannatore" che aveva ristabilito la sua alta Signoria" sul mondo. Gli accenti di questa singolare e aspra tenzone ben rappresentano i motivi spirituali, le istanze, i richiami al clima morale e alle esigenze degli Spirituali, ai quali Jacopone, poeta e uomo, appare strettamente legato. In questa ottica non v'è soltanto un invito a "veder la novitate, / Cristo novo plagato", come in tante pie celebrazioni della conformità di Francesco con Cristo, ma la constatazione - sia pure in chiave poetica - di come il Santo "La Eclesia è sviata, / repara a suo stato", secondo il noto comando avuto da Cristo.
Il Francesco di Jacopone da Todi non esce perciò tutto intero dai quadri ufficiali della LEGGENDA MAGGIORE. Alcuni motivi delle sue Laude mostrano com'egli, forse più e meglio degli stessi biografi ufficiali, abbia meditato gli Scritti del maestro che diventano, non di rado, fonte d'ispirazione poetica e motivo di tensione morale. L'originalità del Francesco jacoponico si situa anzi in questa dimensione etica, tesa e densa di significati, in forza della quale il suo essere conforme a Cristo è assunto non solo come tema di teorizzazioni spirituali, ma come incitamento ad un'azione radicale.

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