scritti francescani

Il "Sacrum commercium"

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L' "Alleanza (sacrum commercium) del beato Francesco con madonna povertà", non è una biografia, ma una teologia della vita francescana, colta nel suo punto più delicato, la povertà. È un'opera preziosa ed anche una meditazione a volte provocante.

Si tratta di un'opera allegorica, di autore ignoto e di controversa datazione, che comunque sviluppa spunti biografici presenti anche nel Celano e in san Bonaventura.
Il titolo richiama l'amore alla povertà evangelica e il tema della "cortesia": il termine "commercium" (scambio, contratto, rapporto), di lontana ascendenza giuridica ed erotica, qui viene assunto ormai carico di suggestioni bibliche, liturgiche, religiose. Come nella storia della salvezza, l'incontro tra Francesco e madonna Povertà "sulla cima del monte", lo scambio di doni e di promesse, l'impegno reciproco di amore e di fedeltà hanno soprattutto un nome, "alleanza".
Nello sfumare dei connotati storici, prende rilievo il messaggio. Parla un uomo che nella gerarchia dei valori cristiani ed evangelici non solo ha dato il primo posto alla povertà, "regina", "fondamento e custode di ogni virtù" (cf. 1 e 16), ma in funzione della povertà legge con occhio appassionato e profetico l'intera storia religiosa dell'umanità.
Nel contesto di un'ardita ricostruzione storica, che non esita a dequalificare come "terrene" le grandi promesse fatte ai patriarchi ("in tutti costoro non ho trovato pace", cf. 30), il messaggio più alto esce però dalle pagine finali, dove la più assoluta povertà nella mensa si traduce in gioia sovrabbondante dello spirito (cf. 59-62) e la rinuncia ad un chiostro fatto da mani di uomo prelude alla riconquista del mondo come spazio aperto alla libertà piena dei figli di Dio, ai quali è stato detto: "Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il regno dei cieli".

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