Chioggia

Cappellania del cimitero
Provincia di Venezia e Diocesi di Chioggia


L'antico convento - prima ospedale "Ca' di Dio", più tardi trasformato in Casa di Ricovero, in plesso scolastico e ora in biblioteca civica - risale al 1585, con chiesa dedicata a S. Antonio di Padova. 

L'attuale residenza del cappellano del cimitero cittadino venne affidata ai Cappuccini dal Comune di Chioggia nel 1924; la chiesetta, edificata negli anni 1930-36, è dedicata ai Ss. Giovanni Battista e Antonio di Padova, e funge da cappella per il cimitero e da ossario per i caduti chioggiotti nella I Guerra mondiale (1915-18). La residenza venne ampliata negli anni 1946-47 e restaurata radicalmente nel 2001. 

Ma a Chioggia, i frati Cappuccini sono conosciuti specialmente come custodi del santuario della Madonna della Navicella. L'edificio sacro, affidato alla cura dei frati il 17 ottobre 1957, fu ricostruito dopo circa un secolo e mezzo dalla scomparsa dell'antico omonimo santuario.

Quest'ultimo era stato innalzato sul lido di Chioggia (e per questo veniva detto santuario di Marina), dove, secondo la tradizione, il 24 giugno 1508 la Beata Vergine era apparsa ad un ortolano per chiedere agli abitanti ravvedimento e conversione. La notizia si era diffusa rapidamente, e già l'8 luglio Marin Sanudo riferiva il fatto nei suoi celebri Diari e aggiungeva che "era cossa inextimabile la zente [che] andava" a pregare nella cappellina di tavole sorta sul luogo. La cappellina successivamente fu sostituita da un vero santuario mariano.
A quel santuario si sentivano molto affezionati anche i Cappuccini, perché un suo altare era dedicato alla Madonna dell'Asinello: una devozione legata al nome di fr. Adamo da Rovigo. Fr. Adamo era un religioso molto stimato per la santità di vita e per i doni mistici. Il 5 luglio 1615, dopo aver trascorso tutta la notte in preghiera, sul far del mattino ebbe la visione della sacra Famiglia: con la Vergine seduta su un asinello che portava il Bimbo in braccio, mentre S. Giuseppe guidava la cavalcatura verso… il santuario della Navicella.

Il fatto dell'apparizione fece il giro della città, che cominciò a festeggiarla nella prima domenica di luglio con una grandiosa processione al santuario della Marina. Quando poi, durante la famosa peste del 1630-1631, ci si rivolse al cielo per impetrare la cessazione del flagello, si fece voto di erigere nel santuario un altare proprio alla Madonna dell'Asinello. Le cose andarono bene e il voto fu mantenuto.

Ma alla fine del Settecento tutto cambiò radicalmente. Il 29 marzo 1799 l'Austria credette di dover trasformare quell'edificio sacro, in riva al mare, in una fortezza militare. La sacra immagine, che vi si venerava, fu trasportata nella chiesa di S. Francesco fuori le mura; di qui, dopo tre anni, nella vicina chiesa dei Cappuccini. Infine, con la soppressione dei religiosi del 1806, passò alla chiesa di S. Giacomo, nel centro della città.

Soltanto un secolo e mezzo più tardi si pensò alla ricostruzione dello scomparso santuario. Fu proprio un vescovo cappuccino, mons. Giacinto Giovanni Ambrosi, che il 1° gennaio 1944, nel periodo più buio della guerra, s'impegnò con voto solenne che, se la città fosse stata risparmiata dal conflitto, il tempio della Navicella sarebbe risorto. La città uscì indenne dalla guerra e il vescovo, il 13 marzo 1952, benedisse solennemente e pose egli stesso la prima pietra. 

Nel 1957 la cura del nuovo santuario "Beata Vergine della Navicella" e della nuova parrocchia annessa (del popoloso "Borgo Madonna", sorto quasi dal nulla dopo il II conflitto mondiale), fu affidata ai Cappuccini.

AGGIORNAMENTO - Nell'autunno del 2008, i frati Cappuccini hanno lasciato alla diocesi la cura pastorale della parrocchia-santuario B.V. della Navicella. In città, rimangono nella cappellania del cimitero


indirizzo e numero telefonico
sito internet della parrocchia-Santuario della Madonna della Navicella
 

 

Home  Chi siamo  Dove siamo  Le nostre case  La nostra storia  Spiritualità  Cultura  Missioni  Link