Adria
Parrocchia S. Maria Assunta - cappellania ospedale civile
Provincia di Rovigo, Diocesi di Adria-Rovigo

Il 20 marzo 1914, il vescovo di Adria S. E. mons. Anselmo Rizzi, offriva all'Ordine dei Cappuccini la parrocchia di S. Maria Assunta (detta anche "della Tomba") di Adria, che fu accettata dalla Provincia a partire dal 16 marzo 1920. La chiesa, dedicata all'Assunzione di M. V., fu consacrata il 1° giugno 1784.
Perché "della Tomba"? Pare che il tempio fosse definito "ad tumulum", perché sorto su un cordone di tumuli (dune). Una seconda ipotesi, più attendibile, farebbe risalire l'appellativo al rinvenimento, proprio nei pressi, della tomba di un illustre personaggio romano, Quinto Tizio Sertoriano.
Di antichissima origine, la basilica offre interessanti resti archeologici. Dell'antico battistero, per esempio - un tempo costruzione a se stante e che ora si trova inglobato nella basilica - si conservano ancora i primitivi vasi marmorei risalenti ai primi secoli del cristianesimo. Interessante è pure la vasca ottagonale e monolitica - proveniente dagli antichi scavi delle terme romane della città - che serviva per il battesimo d'immersione. Un'iscrizione latina, sopra l'architrave della porta laterale di sinistra, ricorda che Giovanni 1° vescovo di Adria nel secolo VIII, provvide che il sacro tempio, dedicato a Giovanni Battista, fosse ricostruito per "la prima indizione" (problematico stabilire se la notizia vada riferita alla chiesa o al battistero che di norma sorgeva accanto). La basilica, elevata a parrocchia nel 1472 dal vescovo Tiro Novello, fu riconsacrata dallo Speroni nel 1784; retta da sacerdoti secolari fino al 1914, anno dell'affidamento pastorale ai Cappuccini.
I primi due parroci Cappuccini della parrocchia della Tomba furono promossi entrambi all'episcopato. Il primo, p. Cornelio da Mussolente (Cornelio Sebastiano Cuccarollo), nel 1923 fu consacrato vescovo di Bovino, nel 1930 fu trasferito alla sede arcivescovile e primaziale di Otranto, e, nel 1952, alla sede titolare di Proconnesso di Marmara. Morì nel 1963. Il secondo, p. Giacinto da Trieste (Giacinto Giovanni Ambrosi), fu parroco dal 1924 al 1937, consacrato vescovo di Chioggia nel 1937, trasferito alla sede arcivescovile di Gorizia nel 1951, e infine arcivescovo titolare di Anchialo dal 1962 al 1965, quando morì.
La parrocchia dispone di una "casa di cultura e ferie" a Pejo (TN). Nell'ambito della parrocchia, c'è l'ospedale civile, la cui cura spirituale fu affidata ai Cappuccini insieme con la parrocchia.
(C)
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